Mastite

Latte sicuro: un dovere morale e sanitario

Il latte vaccino o in polvere dopo il latte materno è il primo alimento con cui l’uomo, e in particolare i bambini, entra in contatto.
Per questo motivo, abbiamo il dovere morale e sanitario di garantire che il latte sia privo di residui antibiotici, proteggendo la salute dei nostri figli e prevenendo l’insorgenza di resistenze batteriche.

Abbiamo sottoscritto un accordo volontario di collaborazione con il progetto europeo LIFE MILCH, promosso nell’ambito del programma LIFE Programme dell’European Union.

LIFE MILCH nasce con un obiettivo ambizioso e di grande valore per la salute pubblica: ridurre e prevenire la presenza di contaminanti emergenti nel latte, tra cui interferenti endocrini, residui di antibiotici, pesticidi, microplastiche e metalli pesanti, sostanze che oggi rappresentano una crescente preoccupazione sanitaria e ambientale.

Il progetto punta a sviluppare nuovi sistemi di controllo, prevenzione e gestione della filiera lattiero-casearia, con l’obiettivo di garantire un latte sempre più sicuro sia per l’alimentazione infantile e materna sia per il consumo umano.

Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto dell’approccio One Health, in cui la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente vengono tutelate insieme, attraverso la collaborazione tra ricerca scientifica, allevatori, medici veterinari e operatori della filiera alimentare.

In quest'ottica le mastiti bovine sono infiammazioni della ghiandola mammaria causate principalmente da batteri, che possono comparire in forma clinica (con sintomi evidenti) o subclinica (senza sintomi visibili). La gestione precoce è fondamentale per prevenire riduzione della produzione, peggioramento della qualità del latte e uso eccessivo di antibiotici, riducendo così il rischio di antibiotico-resistenza.

Azolea ha sviluppato un nuovo protocollo operativo innovativo basato sul monitoraggio dei chetoni (BHB), che permette di prevenire l’insorgenza di mastiti anche con un anticipo di molti giorni e settimane. Gli animali vengono classificati nel giro di 12 secondi in sano, a rischio basso, subclinico (SCK) e clinico (CK), in base ai valori di BHB, per identificare precocemente quelli a rischio e intervenire tempestivamente.

Il monitoraggio viene effettuato con il dispositivo LysoMasti, che consente analisi multiparametriche su sangue intero e latte per la rilevazione dei chetoni. Si consiglia di eseguire i controlli settimanali nei periodi a rischio, come il post-parto e la lattazione precoce. In caso di valori borderline, la frequenza può aumentare a 2–3 volte a settimana. Il dispositivo può essere utilizzato direttamente dall’allevatore, previa partecipazione a un corso di formazione gratuito sul prelievo capillare e da latte, svolto presso la propria stalla.

Per il trattamento preventivo, nei casi di rischio o alterazioni dei parametri mammari, si utilizza LysoBruma, crema officinale farmacologica ad uso trasdermico. La formulazione consente ai principi attivi di penetrare sia nello strato cutaneo superficiale sia nei tessuti mammari sottostanti, senza contaminare il latte, formando un biofilm antibatterico protettivo sulla superficie trattata.

I principali componenti sono:

  • Terpinen-4-olo da Melaleuca: attività antibatterica e antinfiammatoria.
  • Lisozima di classe 3: supporto naturale alla difesa della mammella.
  • Latte d’asina “human-like”: contribuisce al ripristino del microbiota mammario fisiologico.
  • Pentravan®: veicolo liposomiale che garantisce un rilascio trasdermico efficace e profondo dei principi attivi.

Questa combinazione assicura un’azione preventiva mirata e protettiva, compatibile con l’allattamento, con penetrazione profonda nei tessuti e un profilo di sicurezza elevato.

Spesso ce ne dimentichiamo, ma la salute del nostro latte e, in definitiva, la nostra salute dipende anche dal lavoro quotidiano degli allevatori. Sono loro i veri custodi degli animali e della sicurezza alimentare. Grazie a un approccio innovativo e fortemente sostenuto dall’Unione Europea, oggi è possibile identificare rapidamente gli animali a rischio, prevenire mastiti subcliniche e cliniche e intervenire in modo mirato senza compromettere la qualità del latte. Questo significa trattare efficacemente senza sospendere l’immissione in commercio e ridurre al minimo l’uso degli antibiotici, contribuendo così alla lotta contro la resistenza antimicrobica. Il tutto con un metodo sicuro, efficace e a basso costo sia per l’allevatore che per il veterinario.

L’utilizzo frequente di antibiotici per curare le mastiti bovine rappresenta un grave problema di sanità pubblica, contribuendo allo sviluppo di resistenze antimicrobiche. L’adozione di strumenti di monitoraggio preventivo come Azolea MastiDx aiuta a ridurre l’uso di farmaci e salvaguardare la salute di animali e consumatori.

 

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